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Percorrendo

di Patrizia Berlicchi

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Tutti, davanti a me: non sono io ma la luce, l'ombra sono mie. L'impasto, la sostanza mi appartengono; le riconosco come la mia carne, il mio sangue.

Tutti sono un viaggio: partenza, percorso, approdo.

Si parte di notte, svegliati di soprassalto da un sogno premonitore: immagini dai contorni già sfocati... bisogna fare in fretta, partire alla ricerca di quel sogno, del suo seme luminoso.

La notte non è nemica. E' una madre saggia, la notte ti bacia sulla fronte, ti lascia partire con un fardello leggero. Solo ciò che serve: molecole di luce, frammenti di quel seme luminoso da ricomporre passo dopo passo, tratto dopo tratto.

Il viaggio come una preghiera. Ogni segno un granello di sabbia di un mandala che riconduce, ricongiunge alla meta.

Le parole: segni tra i segni, sui segni, come un fuoco acceso nel buio, un richiamo, un'orma profonda nella terra. Parole come un canto notturno, come la prima invocazione del mattino.

L'approdo, infine: il seme luminoso davanti a te, sulla tela. Tu, vuoto e trasparente per un attimo infinito.

Poi, miracolosamente, la vita torna a piovere dentro, goccia a goccia, a riempire...

...fino al prossimo momento di partire.

 

Patrizia Berlicchi