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Mostra "Dipinti per un Bestiario": presentazione di Antonella Cappuccio
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Lettera ad un Giovane Pittore

di Antonella Cappuccio

 

 

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Caro Giorgio, venisti nel mio studio un afoso pomeriggio di fine estate, ricordo i tuoi disegni, le tue incisioni ,.., ricordo un segno fitto fitto, ossessivo, ombroso, puntiglioso, ma anche attento, vibrato, sensibile, e tu, eri tutt’uno con i tuoi sogni ..., quel pomeriggio. Confessasti non senza emozione, il tuo grandissimo desiderio di "apprendere il mestiere di pittore", ti presentasti determinato a voler vivere di pittura; e lo facesti con la passione ed il candore di un bimbo pronto a “tuffarsi nel mondo!”.

Convivevano in te molti valori contrapposti come l’umiltà e i grandi sogni, l’onestà e il bisogno di trasgressione, il rigore e la passione, il desiderio di disciplina e la voglia di abbandonarsi alla fantasia.

Tutte queste tensioni si sovrapponevano le une alle altre facendo di te, a volte, un confuso, un irrequieto, un viaggiatore. Fu così che ti accolsi con un "benvenuto a bordo!". Da quel momento iniziammo insieme a viaggiare nell’esperienza di fare pittura, del lavoro di bottega con tutte le più dissimili esperienze che questa comporta.

Ti insegnai cosi l’esercizio della disciplina, della costanza, del rigore così necessarie per poter esprimere poi in "leggerezza” e forza insieme le emozioni, i sentimenti. Quel poco così sicuro che per poter ottenerlo richiede così tanto!

Ti lessi una volta la famosa poesia di Costantino Kavafis Itaca che qui ora ti riporto:

 

Itaca  
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
 devi augurarti che la strada sia lunga
 fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere d’incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo 
né nell’irato Nettuno incapperai 
se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro. 
Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d’estate siano tanti  
quando nei porti - finalmente, e con che gioia 
toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre 
tutta merce fina, anche profumi 
penetranti d’ogni sorta, più profumi 
inebrianti che puoi, 
va in molte città egizie 
impara una quantità di cose dai dotti. 
Sempre devi avere in mente Itaca 
raggiungerla sia il pensiero costante. 
Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio 
metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada 
senza aspettarti ricchezze da Itaca. 

 

Ora stai debuttando con la tua prima mostra, essa è solo il primo "approdo" di questo lungo tuo viaggio verso l’Itaca-Pittura, ed io voglio incoraggiarti a proseguire, a non smarrire il tuo bisogno di dipingere, la tua determinazione.

Ti ricordo che essere artisti significa anche tendere alla "sovversione" più che alla “trasgressione". La sovversione intesa come volontà di cambiare, ricercare, rinnovare di continuo il proprio mestiere, ritrovando al fine sempre se stessi. Essere artisti è fatale e spesso doloroso, l’incostanza, la vanità e la vigliaccheria sono infidamente nascoste nei nostri studi e vanno affrontate tutti i giorni. “Dare gioia è un mestiere duro" (Ceronetti) Questo dare, questo dare autenticamente, comporta dei rischi: si vorrebbe servire l’ARTE, ma spesso ci troviamo a servire solo il MONDO DELL’ARTE, con le sue leggi, le sue mode.

Quanta solitudine può comportare una scelta... Una scelta impegnativa, che va alimentata tutti i giorni, con forza. Ti auguro infine che questo tuo amore per la pittura sia felicemente ricambiato da essa.

Buon viaggio e che sia lungo, per sempre!!!

Antonella Cappuccio Per Giorgio Bartoli, 19/01/2001